Cultura

Bologna e la magia dei suoi portici

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“ Bologna è una strana signora,

volgare matrona,

Bologna bambina per bene,

Bologna “busona”,

Bologna ombelico di tutto,

mi spingi a un singhiozzo e ad un rutto,

rimorso per quel che m’hai dato, che è quasi ricordo,

e in odor di passato…”

“Bologna”, Francesco Guccini.

Bologna è il settimo comune più popolato d’Italia, quarto nel nord dopo Milano, Torino e Genova, ed è il cuore di un’area metropolitana che ospita ben 1.005.831 abitanti. Antichissima città universitaria, Bologna ospita numerosi studenti che ne animano la vita culturale e sociale. Nota per i suoi lunghi portici, possiede un ben conservato centro storico, fra i più estesi d’Italia.

Bologna, una città ricca di storia

La città, i cui primi insediamenti risalirebbero almeno al I millennio a.C., fu un importante centro urbano dapprima sotto gli Etruschi e i Celti, poi sotto i Romani poi ancora, nel Medioevo, come libero comune. Capitale settentrionale dello Stato Pontificio a partire dal Cinquecento, svolse un ruolo fondamentale durante il Risorgimento e, durante la seconda guerra mondiale, fu un importante centro della Resistenza. Nel secondo dopoguerra, come buona parte dell’Emilia, è stata governata quasi ininterrottamente da amministrazioni di sinistra.

Bologna, cosa vedere

Dalla  fisionomia un po’ caotica, è un caleidoscopio di culture, stili, curiosità e sapori e profumi. Tappa ideale per la prima visita della città è inaspettatamente un parcheggio, quello della chiesa di San Michele in Bosco. Da qui infatti è possibile godere la veduta più suggestiva della città, racchiudendo in un unico respiro un panorama che va dalle antiche torri, ai profili delle cupole seicentesche fino alle più recenti costruzioni architettoniche del distretto fiera.

Entrando poi in città, non si può non visitare le maggiori piazze del centro storico: Piazza Maggiore, San Petronio, Piazza Nettuno e l’universitaria Piazza Verdi.

Dalla statua del Nettuno, opera del fiammingo Jean Boulogne, intento con un gesto a placare le onde, si perde lo sguardo sul profilo merlato di Palazzo Re Enzo, che prende il nome dal figlio di Federico II catturato nel 1249 nella battaglia di Fossalta e fatto prigioniero fino alla morte.A dominare la Piazza maggiore è la facciata incompiuta della Chiesa di San Petronio, fregiata solo sul basamento da preziosi marmi bianchi e rosa.

Bologna nasconde un segreto: quello di una città che per secoli fu un piccola Venezia, irrorata da canali utilizzati fin dall’antichità per uso domestico, fognature e per usi produttivi. In Via delle Moline c’è una finestrella dove ancora si può vedere il canale che, sommerso, percorre ancora oggi tutta la città.

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